Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 è cambiato il modo in cui si paga l'imposta di successione. La riforma introdotta dal d.lgs. 139/2024 ha trasferito il calcolo dall'Agenzia delle Entrate agli eredi: si parla di autoliquidazione.
Cosa cambia in pratica
- Chi presenta la dichiarazione calcola l'imposta dovuta e la indica nel modello.
- La dichiarazione va presentata, di regola, entro dodici mesi dall'apertura della successione, cioè dalla data del decesso.
- L'imposta va pagata entro novanta giorni dal termine di presentazione. Si può anche pagare subito, con addebito sul conto corrente indicato.
- Se l'imposta versata risulta inferiore al dovuto, l'Agenzia può notificare un avviso di liquidazione entro due anni dalla presentazione.
Il pagamento a rate
Per importi non inferiori a 1.000 euro si può pagare almeno il 20% entro il termine e il resto in otto rate trimestrali, che diventano dodici se l'importo supera i 20.000 euro.
Aliquote e franchigie
Aliquote e franchigie non sono cambiate. La franchigia è la quota del valore ricevuto da ciascun erede su cui l'imposta non si paga.
| Erede | Aliquota | Franchigia |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori) | 4% | 1.000.000 € |
| Fratelli e sorelle | 6% | 100.000 € |
| Altri parenti fino al 4° grado, affini indicati dalla legge | 6% | nessuna |
| Altri soggetti | 8% | nessuna |
Per le persone con disabilità grave riconosciuta la franchigia sale a 1.500.000 euro.
Dal 1° gennaio 2027 la materia sarà raccolta nel nuovo testo unico (d.lgs. 123/2025), che riordina le norme senza cambiare queste regole di base.
Quando serve l'avvocato
La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale, spesso curato da un commercialista o da un CAF. L'avvocato entra in gioco quando l'eredità diventa una questione tra persone:
- un testamento sembra non valido o lede la quota riservata ai familiari stretti (la legittima);
- gli eredi non trovano un accordo sulla divisione di case, conti o aziende;
- un erede ha sottratto o sta disponendo dei beni prima della divisione;
- conviene valutare se accettare con beneficio d'inventario o rinunciare, perché ci sono debiti.
A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a ottobre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.