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Guida · Successioni · 5 min di lettura

Successioni: dal 2025 l'imposta si calcola da soli

Con la riforma del d.lgs. 139/2024 gli eredi liquidano l'imposta di successione nella dichiarazione. Termini, rate e franchigie.

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 è cambiato il modo in cui si paga l'imposta di successione. La riforma introdotta dal d.lgs. 139/2024 ha trasferito il calcolo dall'Agenzia delle Entrate agli eredi: si parla di autoliquidazione.

Cosa cambia in pratica

  • Chi presenta la dichiarazione calcola l'imposta dovuta e la indica nel modello.
  • La dichiarazione va presentata, di regola, entro dodici mesi dall'apertura della successione, cioè dalla data del decesso.
  • L'imposta va pagata entro novanta giorni dal termine di presentazione. Si può anche pagare subito, con addebito sul conto corrente indicato.
  • Se l'imposta versata risulta inferiore al dovuto, l'Agenzia può notificare un avviso di liquidazione entro due anni dalla presentazione.

Il pagamento a rate

Per importi non inferiori a 1.000 euro si può pagare almeno il 20% entro il termine e il resto in otto rate trimestrali, che diventano dodici se l'importo supera i 20.000 euro.

Aliquote e franchigie

Aliquote e franchigie non sono cambiate. La franchigia è la quota del valore ricevuto da ciascun erede su cui l'imposta non si paga.

EredeAliquotaFranchigia
Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori)4%1.000.000 €
Fratelli e sorelle6%100.000 €
Altri parenti fino al 4° grado, affini indicati dalla legge6%nessuna
Altri soggetti8%nessuna

Per le persone con disabilità grave riconosciuta la franchigia sale a 1.500.000 euro.

Dal 1° gennaio 2027 la materia sarà raccolta nel nuovo testo unico (d.lgs. 123/2025), che riordina le norme senza cambiare queste regole di base.

Quando serve l'avvocato

La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale, spesso curato da un commercialista o da un CAF. L'avvocato entra in gioco quando l'eredità diventa una questione tra persone:

  • un testamento sembra non valido o lede la quota riservata ai familiari stretti (la legittima);
  • gli eredi non trovano un accordo sulla divisione di case, conti o aziende;
  • un erede ha sottratto o sta disponendo dei beni prima della divisione;
  • conviene valutare se accettare con beneficio d'inventario o rinunciare, perché ci sono debiti.

A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a ottobre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.

Fonti: Riforma successioni e donazioni – Notaionline

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