Fino al 2023 chi voleva divorziare doveva affrontare due procedimenti distinti: prima la separazione, poi, trascorso il termine di legge, un nuovo giudizio per il divorzio. Due ricorsi, due serie di udienze, spesso due volte gli stessi accordi da ridiscutere.
La Riforma Cartabia del processo civile (d.lgs. 149/2022) ha introdotto un rito unico per le controversie di famiglia e, con l'art. 473-bis.49 c.p.c., la possibilità di presentare nello stesso atto sia la domanda di separazione sia quella di divorzio.
Come funziona il cumulo
La domanda di divorzio viene proposta insieme a quella di separazione, ma il giudice la esamina solo quando sono maturate due condizioni:
- la sentenza che pronuncia la separazione è passata in giudicato;
- è trascorso il periodo di separazione previsto dalla legge: dodici mesi dalla comparizione davanti al giudice nella separazione giudiziale, sei mesi in quella consensuale.
Nel frattempo il procedimento resta aperto. Non serve depositare un nuovo ricorso né ricominciare da capo.
Vale anche per le separazioni consensuali?
La norma parla del procedimento contenzioso e non dice nulla del ricorso congiunto. Sul punto i tribunali si erano divisi. Ha chiarito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 28727 del 16 ottobre 2023, pronunciata su rinvio pregiudiziale del Tribunale di Treviso: è ammissibile il ricorso con cui i coniugi chiedono insieme, nello stesso atto, separazione e divorzio.
Secondo la Corte, nel divorzio su domanda congiunta il giudice verifica comunque che esistano i presupposti di legge. Per questo il cumulo non equivale a un patto vietato sul futuro divorzio.
I vantaggi
- Tempi più brevi: un solo procedimento al posto di due.
- Costi più contenuti: meno atti, meno udienze.
- Meno tensione: gli accordi su figli, casa e mantenimento si definiscono una volta sola.
Le cautele
Decidere oggi le condizioni del divorzio significa prevedere una situazione che si realizzerà tra molti mesi. Redditi, lavoro ed esigenze dei figli possono cambiare. Gli accordi economici vanno quindi scritti con attenzione, soprattutto a tutela del coniuge economicamente più debole, e prevedendo che cosa accade se le circostanze mutano.
Il cumulo resta una possibilità, non un obbligo. In alcuni casi è più prudente separarsi prima e affrontare il divorzio in un secondo momento, con un quadro più chiaro.
La scelta tra cumulo e due procedimenti separati dipende dalla situazione concreta della coppia, non da una regola valida per tutti.
E la negoziazione assistita?
Separazione e divorzio possono essere ottenuti anche senza andare in tribunale, con la negoziazione assistita da avvocati: ciascun coniuge ha il proprio legale, l'accordo viene trasmesso al Pubblico Ministero e produce gli stessi effetti di un provvedimento del giudice. È spesso la via più rapida quando c'è intesa su tutto.
A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a ottobre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.