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Guida · Famiglia · 5 min di lettura

Affidamento dei figli: condiviso, esclusivo e piano genitoriale

Come funziona l'affidamento dei figli quando i genitori si separano, sposati o no: la regola, le eccezioni, l'ascolto del minore e il piano genitoriale.

Quando una coppia con figli si separa, la prima domanda riguarda quasi sempre i bambini: con chi vivranno, quanto tempo passeranno con ciascun genitore, chi deciderà sulle cose importanti. Le regole sono le stesse per i genitori sposati e per quelli non sposati.

La regola: affidamento condiviso

Il Codice civile (art. 337-ter) stabilisce che i figli hanno diritto a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori. Per questo la regola è l'affidamento condiviso: entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e prendono insieme le decisioni di maggiore interesse, come scuola, salute ed educazione.

Affidamento condiviso non significa che il figlio trascorra metà del tempo con ciascun genitore. Di solito il giudice indica un collocamento prevalente presso uno dei due e un calendario di frequentazione con l'altro.

L'eccezione: affidamento esclusivo

Il giudice può disporre l'affidamento esclusivo a un solo genitore quando l'affidamento condiviso sarebbe contrario all'interesse del minore, per esempio in caso di disinteresse grave o comportamenti pregiudizievoli dell'altro genitore. Nei casi più seri si parla di affidamento "super-esclusivo", in cui anche le decisioni di maggiore interesse spettano a un solo genitore.

Il piano genitoriale

Dalla Riforma Cartabia, nei procedimenti che riguardano figli minori ciascun genitore deposita un piano genitoriale (art. 473-bis.12 c.p.c.). Descrive gli impegni e le attività quotidiane dei figli: scuola, sport, frequentazioni, vacanze. Serve al giudice per avere un quadro concreto della vita dei bambini prima di decidere.

L'ascolto del minore

Il figlio che ha compiuto dodici anni, o anche più piccolo se capace di discernimento, viene ascoltato nelle decisioni che lo riguardano, salvo che l'ascolto sia contrario al suo interesse o manifestamente superfluo.

Il mantenimento

Ciascun genitore contribuisce al mantenimento dei figli in proporzione al proprio reddito. Il giudice può stabilire un assegno periodico e indica come dividere le spese straordinarie, come quelle mediche, scolastiche e sportive.

Senza tribunale: la negoziazione assistita

Se i genitori trovano un accordo, possono regolare affidamento e mantenimento con la negoziazione assistita, ciascuno con il proprio avvocato. Dopo la Riforma Cartabia questa strada è aperta anche ai genitori non sposati. L'accordo viene controllato dal Pubblico Ministero e ha gli stessi effetti di un provvedimento del giudice.

A Vigevano

Per chi vive a Vigevano e in Lomellina è competente il Tribunale di Pavia. Prima di depositare un ricorso conviene sempre valutare se un accordo è possibile: per i figli è quasi sempre la soluzione migliore.

A cura dello Studio Legale Pernorio, Avv. Daniela Pernorio, Vigevano. Aggiornato a ottobre 2026. Informazioni generali: non sostituiscono un parere sul caso concreto.

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